GOAL

PROGETTO: GOAL – Giovani Orientamento Autodeterminazione Lavoro 

Finanziato da Fondazione con il Sud –Con i Bambini

Descrizione del progetto:

Il progetto G.O.A.L. nasce da un concetto ampio di RETE intesa tra territori e tra risorse umane e materiali. Lo scopo è condurre i Giovani, con azioni di Orientamento, all’Autodeterminazione e alla realizzazione in un Lavoro ad hoc. L’area di riferimento è la Provincia di Lecce, lungo la quale s’insediano: un Nucleo Operativo Centrale, presso la sede del CPIA di Ugento e una serie di sportelli terminali, Centri Satellite, ospitati dalle scuole aderenti. Questi fungono da cassa di risonanza di informazioni più o meno inerenti il progetto e da propagatori delle molteplici attività messe in campo. E’ previsto l’utilizzo delle più moderne tecnologie informatiche e dei più recenti studi atti ad agevolare l’interazione con i più giovani. Scopo prioritario è creare una reale Comunità Educante il cui embrione è dato dalla Partnership proponente (Scuole, Enti Pubblici territoriali, Università, Terzo Settore e addetti ai lavori) e dai destinatari (studenti di 1° e 2° grado e relative famiglie).

Il concetto di POVERTÀ EDUCATIVA, estremamente esteso, ma declinato in 3 aspetti fondamentali: 

azioni per prevenire e contrastare dispersione e abbandono scolastici; 

riappropriazione di spazi comuni e promozione della legalità con la cura degli stessi;

 coinvolgimento delle famiglie incentivandone la responsabilizzazione

I gruppi target sono:

  • Allievi nel periodo delicato di transizione tra scuola di I e II grado in cui il rischio di abbandono è altissimo e soggetti a fenomeni di: disagio nell’apprendimento, mancanza di orientamento, demotivazione, discriminazione e bullismo. 
  • Minori stranieri che uniscono problematiche scolastiche con difficoltà sociali e linguistiche, emarginazione sociale e fenomeni di xenofobia.
  • Minori inseriti in circuiti penali e in contesti ad alta densità criminale.
  • Giovani provenienti da contesti familiari a rischio segnalati dai servizi sociali e in condizione di povertà assoluta beneficiari del contributo SIA. Il tasso dispersione in questi casi è molto alto.
  • Famiglie per promuovere relazioni positive favorevoli ai processi di apprendimento e contrastare la povertà educativa.
  • Docenti aggiornati su metodologie di apprendimento e strumenti didattici innovativi.
  • Operatori del terzo settore: formati su tecniche innovative di coinvolgimento ed empowerment dei giovani.

Le scuole coinvolte sono state parte attiva della progettazione fornendo elementi e suggerimenti utili per un programma coerente con le esigenze espresse dall’utenza. Vista la scarsità di servizi collaterali di supporto, la scuola è posta al centro dell’intervento e affiancata essendo paragonata a una calamita che attrae tensione del complesso sistema sociale, forti criticità educative e impedimenti esterni che non la esulano dal perseguire la mission istituzionale.

Altri soggetti coinvolti sono quelli del Terzo Settore attivi sul territorio interfacciandosi con utenza giovane e disagiata in un rapporto diretto e poco mediato: l’Ass. Amici della Bibilioteca che avvicinai ragazzi alla lettura costruttiva; la Cittadella Mediterranea della Scienza che ospita scolaresche per spiegare che le scienze non sono astruse ma parte del vivere quotidiano; l’Ass.Springo che con il videomaking avvicina i giovani affascinati dalle moderne tecnologie; l’ARCI che opera a contatto con utenza disagiata ed emigrati. Infine si sono coinvolti amministrazioni e Ambiti Sociali di Zona che occupandosi di disagio hanno reso agevole la lettura del territorio per meglio comprendere quale direzione dare alla proposta. In ultimo è stato aggiunto il Comune di Ugento che ha messo a disposizione un immobile da ristrutturare per stimolare il senso di riappropriazione degli spazi.

AZIONI DETTAGLIATE gestite da ARCI :

Periodicamente ogni 3 mesi, con questa attività si intendono intercettare i gruppi di adolescenti che non frequentano i centri aggregativi e che non fruiscono dei servizi di prevenzione esistenti sul territorio; sussistono situazioni di disagio pesante e per questo si è ritenuto di inserire anche questa attività dedicata a quei gruppi target a rischio criminalità o comunque marginalità sociale (tra questi anche i migranti). Questa attività è finalizzata a instaurare un rapporto basato sull’ascolto, sulla relazione individuale e di gruppo, sulla fiducia, sul dialogo e sulla presenza costante. Porre questi soggetti al centro, vuol dire assegnare loro un ruolo da protagonisti: il progetto esce così per strada, fuori dalle mura. I professionisti coinvolti costruiscono una relazione con i componenti del gruppo basata sull’ascolto.

 Strumenti e modalità: organizzazione di iniziative co-progettate e finalizzate a far emergere idee, bisogni, risorse che consentano di rafforzare i fattori protettivi e ridurre quelli di rischio e ad aumentare l’autonomia, con attenzione alla componente immigrata. 

Anche questa attività viene svolta in step: 

Osservazione analisi e valutazione del gruppo osservato e delle sue dinamiche; scelta e aggancio del gruppo; 

Avvio del lavoro: raccolta di idee, esternazione dei bisogni, programmazione attività; mantenimento della relazione; analisi delle strategie educative e di coinvolgimento utilizzate; valutazione dei risultati. Fondamentale è il mantenimento della relazione, attraverso incontri concordati e casuali, contatti telefonici e la creazione di una rete di collaborazione con le realtà presenti sul territorio. Dopo la realizzazione vera e propria delle attività segue un momento in cui si valutano le strategie educative utilizzate e si fa una riflessione finale sui punti di forza e i punti di debolezza delle strategie adottate; nei mesi a seguire viene mantenuta la relazione educativa con i gruppi che ne necessitano.