Coordinamento dei Progetti Sprar Puglia: il 30 novembre tutti insieme a Bari per dire “no” al decreto sicurezza

Una mobilitazione che parte dal Coordinamento dei Progetti Sprar Puglia, con la presenza di operatori e beneficiari, e delle realtà pubbliche e private che per decenni hanno creato assieme buone pratiche di welfare per tutti.

E’ il momento dell’orgoglio di essere enti di tutela, professionisti del sociale, cittadini attivi.

E’ IL MOMENTO DI PORTARE QUESTO ORGOGLIO IN PIAZZA.

Le politiche italiane di accoglienza e protezione vengono stravolte completamente dal Decreto Sicurezza.

Come Coordinamento dei Progetti SPRAR, ci siamo organizzati per dare una risposta unitaria alla diminuzione di una rete di accoglienza e tutela che è stata considerata in tutta Europa un modello di efficienza.

In tanti anni abbiamo dato modo ai territori nei quali eravamo presenti di poter crescere sia in termini di persone che sono rimaste e si sono inserite nel tessuto economico e sociale che in termini di ritorno in quanto ad assunzioni, affitti, manutenzioni, negozi e supermercati, professionisti, corsi di formazione ecc..

Da uno Stato che predisponeva dei servizi per l’accoglienza dei Richiedenti Asilo e ne strutturava i percorsi di integrazione, fornendo strumenti per la realizzazione di un piano di interazione sociale, stiamo passando alla delegittimazione di ogni attività di supporto e addirittura al non riconoscimento della figura del richiedente asilo cominciando dal non permettere l’inserimento negli SPRAR e a non concedere i servizi minimi di accoglienza quali per esempio i corsi di italiano, indispensabili per interagire con il territorio nel quale si sta.

Il Decreto prevede l’istituzione di grandi centri nei quali far soggiornare i richiedenti asilo, senza servizi di alcun tipo, favorendo la creazione di sacche di disagio e a criticità determinate dalla mancanza di tutele, per poi criminalizzare gli stessi R.A. che ovviamente si troverebbero a stazionare tutto il giorno in prossimità di questi grandi centri senza seguire alcun corso e senza poter lavorare perché senza documentazione che lo permette.

Vengono meno principi costituzionali e legislativi per le famiglie con minori costrette in centri promiscui senza tutela per l’infanzia e l’adolescenza, così come per i portatori di handicap o di gravi malattie. Tutto spazzato via in nome di una campagna di terrorismo nei confronti di chi viene da altri Paesi sfuggendo a persecuzioni e morte, tutto per creare consenso e voti, passando sopra alle tragedie che queste persone vivono.

Si è cominciato con la criminalizzazione di chi salvava vite per mare, fuggendo dai lager libici finanziati anche con denaro europeo, e si sono poi bloccati i flussi controllati dai campi profughi turchi e libanesi, dove le persone fuggite alla guerra si trovano ad essere vittime di aguzzini e soprattutto muoiono di malattie e fame.

Di fronte a tutto ciò, come giustamente affermato e denunciato anche dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU, non possiamo che alzare la nostra voce e chiedere che non si permetta questo passo indietro nei confronti dei diritti dei più deboli e di un’umanità così vilmente tradita e quindi le istituzioni, gli enti locali, la regione, devono insieme sopperire a questa grande mancanza di solidarietà umana che vorrebbe trasformare la nostra etica e rendere la nostra società una battaglia di tutti contro tutti, cominciando dai più deboli.

[Coordinamento dei Progetti Sprar Puglia]

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