A Lecce il flash mob per ricordare Sacko Soumaila, contro ogni razzismo

Si è svolto lunedì 4 giugno, a Lecce, il flash mob promosso da Arci Lecce per ricordare Sacko Soumaila, il giovane maliano di 29 anni, ucciso a colpi di pistola sabato scorso nel Vibonese, con l’unica colpa di aver aiutato due suoi connazionali a raccogliere in una fornace abbandonata alcune lamiere per le loro baracche.

Sacko era un sindacalista delle Unioni sindacali di base (Usb), da sempre in prima linea per difendere i diritti dei lavoratori immigrati di Gioia Tauro.

Da Porta Napoli a Piazza Sant’Oronzo passando davanti agli uffici della Prefettura di Lecce, un centinaio di persone, di cui tanti richiedenti asilo, hanno accolto l’appello di Arci Lecce sfilando in silenzio per le vie del centro, con in mano la foto giovane ucciso e gli striscioni: “Contro ogni discriminazione”, “Scusate se non siamo affogati”, “Sacko Soumaila, ucciso perché nero”, “In Italia si muore anche di razzismo”.

Una manifestazione simbolica per ricordare che la morte del giovane maliano in Calabria non può passare inosservata e dimostra come gli slogan sulla sicurezza e sulla legittima difesa si possano tradurre facilmente in far west.

L’eterna campagna elettorale xenofoba italiana, la diffusione di un clima di rancore e odio possono trovare subito una applicazione pratica, creando in un miscuglio esplosivo di razzismo popolare.

Un flash mob per per dire no all’odio, al razzismo, per condannare senza se e senza ma questo terribile delitto.

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