ARCIREPORT
CIRCOLI ARCI

arcinuova.jpg

 


LISTA CIRCOLI ARCI

nella provincia di Lecce

Menu
Home
Servizi Arci
Appuntamenti
Segnalazioni
I Circoli Arci
Links Utili
Contattaci
Documenti Arci
REFUGE
TERRA D\'ASILO
Casa delle Culture
M.S.N.A.R.A.
Numero Verde per i Richiedenti Asilo
Arci Servizio Civile

 




Sito Arci Denuclearizzato

11086_banner.jpg

 

L'Editoriale

Difendere la democrazia, di Paolo Beni

Lo dicevamo prima del voto: in gioco, oltre ai governi regionali, c'è l'urgenza di difendere la nostra democrazia. I segnali erano chiari: il Parlamento esautorato della sua funzione legislativa dall'esecutivo, il tentativo di porre sotto controllo la magistratura, la messa in mora degli organi di garanzia dello Stato. Poi la destra ha vinto le elezioni, e oggi Berlusconi, più che mai in sella, ha fretta di portare a termine il suo disegno autoritario. La priorità è la riforma istituzionale, per imporre un presidenzialismo a misura della sua concezione plebiscitaria del potere. Mentre il Paese arranca, una maggioranza in confusione mentale discute di federalismo, presidenzialismo e semipresidenzialismo, sistema alla francese e porcate all'italiana. Stanno distruggendo la Costituzione. Per fermarli servirebbe un'imponente reazione democratica, ma il tema non appassiona un Paese esausto e rassegnato. Quando il disagio sociale si lega all'impoverimento culturale, quando latitano riferimenti e valori positivi, si può non avere la forza di difendere la democrazia e finire in balia del populismo autoritario. Gli industriali riuniti a Parma con mezzo governo benedicono il progetto restauratore. ‘Libertà e benessere’ è la parola d'ordine. Ma non è il momento di raccontar balle, l'immobilismo del governo è palese, mancano idee strategiche per uscire dalla crisi. La disoccupazione in crescita, il Pil sotto del 5%, i consumi in calo, pochi che continuano ad arricchirsi e tanti che si impoveriscono. Lontana dal circo mediatico della politica c'è un'altra Italia, che soffre e aspetta risposte che non arrivano. Chi è costretto a occupare un'isola per difendere il posto di lavoro, chi muore di lavoro nell'indifferenza di quanti dovrebbero garantirne la sicurezza. Mai come oggi queste due Italie sono state così lontane. Sta alle forze d'opposizione non cadere nell'ennesima trappola e non farsi imporre un'agenda diversa dalle vere priorità del Paese, aiutare la gente a rialzare la testa e ritrovare la forza di battersi per i propri diritti e per difendere la democrazia.

 

L'Editoriale

Ha perso la democrazia, di Paolo Beni

Le elezioni le ha vinte la destra, non c’è dubbio. La sinistra perde il governo di Regioni importanti, dal Piemonte al Lazio alla Campania, e resiste solo dove ha il suo insediamento storico più forte, con la bella eccezione della Puglia di Vendola. Soprattutto, ha perso la democrazia. Il dato più evidente è l’astensionismo, mai così alto. La prova che una società disorientata e stremata dalla crisi, stanca di un ceto politico sempre meno credibile, può anche cedere alla rassegnazione, avvertire l’esercizio della democrazia come un lusso a cui rinunciare. La destra ha fatto di queste elezioni un referendum sulla leadership del principe. Ha parlato d’altro per non affrontare i problemi reali del Paese. Ha forzato fino all’ultimo le regole del gioco, ha soffiato sul fuoco delle paure e sulla rabbia della gente. Il trionfo leghista in tutto il nord, lo stesso exploit delle liste di Grillo, confermano che guadagna consensi soprattutto chi più concede agli umori dell’elettorato arrabbiato. Il voto di protesta prevale sulla costruzione di un progetto politico. Non basta il disagio diffuso che pure si avverte nel Paese perché questo si traduca in una spinta positiva per l’alternativa. Bisogna che qualcuno raccolga la domanda di cambiamento, che offra la prospettiva di un progetto credibile. Ma l’esito del voto non deve trarre in inganno, solo pochi mesi fa la destra poteva aspirare a un successo ben più pesante. Dal confronto con le europee emerge un’inversione di tendenza. Ci vuole tempo. La prima condizione per offrire un’alternativa di governo al Paese è ricostruire, nel rispetto delle differenze, uno schieramento unitario del centrosinistra in grado di proporre un’idea di futuro. La Francia dimostra che la sinistra può vincere se in nome di obbiettivi comuni rinuncia alla sua vocazione suicida a disgregarsi. Si è perso molto tempo, per incertezze, politicismi, velleitarismi e personalismi. è l’ora di reagire, ripartire dalla fatica di stare in mezzo alla gente, nei territori, dentro le contraddizioni del nostro tempo, e da lì ricostruire la consapevolezza che si può fare una società diversa.

 

L'Editoriale

Legittimare l'illegalità, di Paolo Beni

 

Una caporetto della politica di fronte alla tracotanza del potere. Non c'è altro modo per definire il decreto che consente di riammettere le liste Pdl nella competizione elettorale del 28 marzo. Lo Stato di diritto è stato calpestato e umiliato agli occhi dei cittadini onesti.
Milioni di persone per bene vivono nell'osservanza delle regole e ne patiscono le conseguenze, pagano multe e sanzioni se non le rispettano e non possono sanare per decreto le loro negligenze. Altri invece sì, possono violare persino le norme elettorali, materia tutelata dalla Costituzione, immodificabile per decreto e indisponibile per gli interessi di una sola delle parti in causa.
Non è ammissibile che chi governa cambi le regole del gioco a partita iniziata, a palese vantaggio di se stesso, per rimediare ai propri errori. Hanno violato le regole non perché fossero sciocchi o inetti, ma semplicemente per l'arroganza di chi pensa di potersene fregare, perché tutto gli è consentito e ha cose più importanti a cui pensare, come le risse intestine sui posti da spartire. Se chi fa politica è pronto a danneggiare il suo stesso partito in nome del tornaconto personale, come può tutelare l'interesse generale del Paese?
è il sintomo di una miseria della cultura politica e istituzionale senza precedenti, un passaggio di non ritorno nel declino della nostra democrazia. Certo, sarebbe stato anomalo che gli elettori del maggior partito non avessero potuto esprimersi, ma è semplicemente immorale risolvere il problema rimuovendo le regole per ordine di chi le ha violate. Contrapporre la sostanza alla forma, in questa materia, equivale a legittimare l'illegalità.
Sia chiaro, la responsabilità del pasticcio è tutta nell'arroganza di un governo che ha messo il Capo dello Stato con le spalle al muro costringendolo a scegliere fra due mali. Noi non siamo giuristi, ma giudici sì, perché ciascuno deve esercitare la sua autonomia di giudizio. Quanto ancora dovremo sopportare che le leggi siano intoccabili per alcuni e interpretabili per altri? Cos'altro serve perché si levi l'indignazione popolare?

 

.

8 marzo.jpg

.

clip_image002.jpg

Meglio il burqa o......la chirurgia estetica?


Non prendete impegni per domenica 7 marzo alle ore 18,00. Ci vediamo tutte e tutti (i maschietti sono benvenuti), per discutere su alcuni argomenti molto dibattuti nei talk show, ma probabilmente, molto usati per creare confusione nelle "tifoserie" televisive , senza avere alcuna intenzione di informare.

 Comunque sono argomenti che ci appassionano e ci preoccupano, non sarebbe male affrontarli con la mente  libera dai pregiudizi e dagli stereotipi.

Ci confronteremo sulla questione dei veli e delle coperture varie del volto e del corpo femminile, che influenzano buona parte delle donne orientali, ma anche sulle  "scoperture"  e "misure" obbligatorie che influenzano buona parte  delle donne occidentali... Ci sarà con noi, Enza Miceli  che illustrerà la recente campagna dell'UDI sulle "immagini amiche" a cui stanno aderendo i tanti Comuni in Italia che impediscono l'affissione di immagini publicitarie offensive della dignità femminile; Anna Caputo che con la sua lunga esperienza a contatto con le immigrate di religione islamica ci avvicinerà a quel mondo che ancora ci sembra lontano e molto diverso dal nostro; infine Lella Marra, che oltre alla sua attività di ginecologa nei consultori, ci racconterà della sua esperienza a contatto con le allieve del Liceo classico "Capece" ,con le quali ha realizzato un progetto finalizzato alla conoscenza del  proprio corpo. Naturalmente non potete mancare, perchè ogni opinione e riflessione su questi argomenti, stimolerà il dibattito ed il pensiero....!

<< Start < Previous 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Next > End >>

Results 6 - 10 of 505

michele.jpg

 

 

 

 

 

 

Ciao Michele...

25 Aprile

25aprile2010banner-bianco.gif

MSNARA

msnara end_0001.jpg
CASA DELLE CULTURE
Attiv-arci









Campi internazionali
di lavoro e conoscenza
Arci 2009
5x1000 ARCI
Non Aver Paura

banner_non aver paura.jpg
Tutti gli Appuntamenti nella Provincia di Lecce
ARCI e CGIL ancora insieme

banner_cgil.gif
La no-news-letter di Carta
Registrati al sito
Username

Password

Remember me
Password Reminder
No account yet? Create one

Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.