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SPRAR

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Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) costituisce una rete di centri di seconda accoglienza destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale; è finanziato dal Ministero dell'Interno tramite il Fondo Nazionale per le Politiche ed i Servizi dell'Asilo. L'intera rete degli enti locali, supportata dal terzo settore, è coordinata e monitorata da un Servizio Centrale, gestito dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI)
Si propone due obiettivi principali: offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario; favorirne il percorso di integrazione attraverso l'acquisizione di una ritrovata autonomia.
Sono rifugiati gli stranieri che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono esposti a seri pericoli per ragioni di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, oppure che hanno fondati timori di essere esposti a simili pericoli. Sono pericoli seri quelli a danno della vita, dell'integrità corporale o della libertà, nonché i provvedimenti presi per esercitare una pressione psicologica insopportabile. Occorre tenere conto dei motivi di fuga delle donne, specifici della loro condizione. I richiedenti protezione internazionale fuggono da conflitti e disordini vari, oltre che da povertà materiali e sociali. Molti di loro hanno subìto persecuzioni e torture.
Gli SPRAR gestiti da Arci Lecce sono rivolti a beneficiari ordinari e vulnerabili (minori non accompagnati, nuclei monoparentali) e prevedono l'accoglienza di singoli e/o famiglie in appartamenti e lo svolgimento di una serie di attività per favo rire la loro integrazione sul territorio. I servizi offerti sono: assistenza sanitaria; assistenza sociale; attività multiculturali; inserimento scolastico dei minori; mediazione linguistica e interculturale; orientamento e informazione legale; servizi per la formazione; servizi per il reperimento dell'alloggio; servizi per l'inserimento lavorativo.
Il periodo di permanenza assistita all'interno dei progetti SPRAR ha durata non superiore a sei mesi, prorogabili ulteriormente per circostanze eccezionali e debitamente motivate. Durante tale periodo l'operatore riveste un importante ruolo: accompagna e affianca il beneficiario per risolvere le questioni della quotidianità e diventa un "ponte" per la conoscenza del territorio. Per garantire la presa in carico della persona nella sua interezza e per consentire alla persona di esprimersi autonomamente, lo SPRAR punta sulla costruzione e sul rafforzamento delle reti territoriali.
Quindi sono promosse iniziative per informare e sensibilizzare le comunità cittadine alla conoscenza della realtà del diritto di asilo e della condizione di richiedenti e titolari di protezione internazionale.

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