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PRIMA ACCOGLIENZA PER MINORI NON ACCOMPAGNATI: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO FAMI DI ARCI LECCE, UNICO IN SALENTO.

Cinque strutture distribuite in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto. Un programma di prima accoglienza che punta a migliorare la capacità di accogliere e assistere i minori stranieri non accompagnati che raggiungono l’Italia. “Samìa Yusuf Omar“, è il progetto di Arci Lecce finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) del Ministero dell’Interno, unico sul territorio.

Il progetto prende il nome da Samia Yusuf Omar, atleta somala che partecipò alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e morta il 2 aprile 2012 nel tentativo di raggiungere le coste italiane, annegata al largo di Lampedusa. Una storia simbolica, di chi non ce l’ha fatta, che dà il nome al progetto di accoglienza integrata dedicato ai minori stranieri non accompagnati per il periodo 2016-2019, che punta ad accogliere oltre 800 minori nel triennio di competenza.

Arci Lecce è capofila del progetto Fami presente nei comuni di Carpignano Salentino, Aradeo, San Pietro Vernotico, Brindisi e Laterza. I cinque centri sono gestiti in collaborazione con altri partner, in particolare le cooperative “Polvere di Stelle” ad Aradeo, Nuovi Orizzonti a Laterza e Incerchio a Brindisi.

Cinque strutture in grado di ospitare un totale di 50 minori, accolti per un periodo di 90 giorni o comunque fino a quando il Ministero dell’Interno comunica il trasferimento in progetti di seconda accoglienza.

Oltre al Ministero dell’Interno, Arci Lecce e i suoi partner collaborano in stretto contatto con le prefetture di Lecce, Brindisi e Taranto, per tutte le procedure riguardanti la protezione dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo.

I minori stranieri che si trovano in Italia hanno diritto a rimanere nel territorio nazionale ed essere protetti come ogni altro ragazzo o ragazza italiani, nel rispetto del loro “superiore interesse“, così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.

I minori accolti nelle rispettive strutture ricevono un immediato supporto psicologico per tutta la durata dell’accoglienza – necessario nel superamento del senso di perdita e di sradicamento esperito in seguito alla fuga migratoria e al conseguente distacco dal nucleo familiare – e assistenza sanitaria con l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale anche prima di ottenere un permesso di soggiorno.

Circo Sociale

Nel periodo di permanenza a ogni minore è garantito un programma di accoglienza personalizzato attraverso i colloqui costanti con gli operatori, oltre a un servizio di mediazione linguistico-culturale, accompagnamento sanitario, consulenza legale, psicologica, un corso di alfabetizzazione di lingua italiana interno alle strutture e un corso di alfabetizzazione linguistica presso i centri accreditati.

Meritano poi una menzione speciale i percorsi ludico-ricreativi al fine di migliorare la partecipazione attiva e intensificare l’adattamento alla nuova realtà sociale e linguistica dei ragazzi.

Mondo in pasta (Laboratorio integrazione culinaria)

Tra le attività da segnalare: il laboratorio di “Circo sociale”, che permette ai ragazzi di esplorare le capacità del proprio corpo, ognuno secondo le caratteristiche individuali; il laboratorio di integrazione culinaria “Mondo in Pasta”, promosso all’interno dell’iniziativa di Arci Lecce “A tavola con noi”, per apprendere sul campo come realizzare la pasta fatta in casa e i tipici prodotti di pastificazione del territorio seguiti da maestranze locali.

A queste attività si aggiungono la partecipazione a molteplici escursioni per scoprire le bellezze locali, a partire dal paesaggio, laddove il processo di integrazione è anche scoperta del territorio che accoglie.

E per favorire l’interazione tra minori e cittadinanza, nell’ambito delle attività di progetto sono molteplici le iniziative di sensibilizzazione sul tema dell’accoglienza e della valorizzazione delle diversità culturali avviate con il coinvolgimento delle comunità locali, associazioni, scuole e amministrazioni.

Una buona pratica di accoglienza diffusa nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto, che fa fronte a un flusso migratorio in arrivo

che coinvolge sempre più minori non accompagnati, passati da 4.209 nel 2011 a 15.540 nel 2017, con un picco di 25.846 nel 2016, provenienti principalmente da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria.

In particolare è scesa l’età media: secondo i dati forniti da Save The Children “se l’81% dei minori non accompagnati presenti a fine 2016 nelle strutture di accoglienza aveva tra i 16 e i 18 anni, si è assistito infatti ad un aumento progressivo della presenza di pre-adolescenti e bambini nella fascia 0-14 anni, passati da 698 nel 2012 a 2.050 nel 2016”.

“L’accoglienza dei minori merita sempre più attenzione perché questi ragazzi che decidono di rimanere in Italia è bene che abbiano la percezione reale di un’accoglienza fatta con il cuore”, è l’appello di Anna Caputo, presidente di Arci Lecce.

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